🧩 Diffit: l’intelligenza artificiale che aiuta a rendere accessibili i materiali didattici
Preparare materiali capaci di rispondere ai diversi bisogni presenti in una classe richiede tempo. Un testo adeguato per alcuni studenti può risultare troppo complesso per altri; una spiegazione chiara può aver bisogno di essere accompagnata da un glossario, da immagini, da uno schema o da domande graduate; un’attività pensata per il gruppo può richiedere supporti aggiuntivi affinché tutti possano partecipare.
L’intelligenza artificiale può alleggerire una parte di questo lavoro. Non perché sia in grado di conoscere gli studenti o di progettare autonomamente un percorso inclusivo, ma perché può aiutare il docente a produrre, adattare e riorganizzare rapidamente i materiali.
Tra gli strumenti sviluppati specificamente per la scuola, Diffit si distingue per un’interfaccia guidata e per la varietà delle risorse che consente di creare. Non è necessario elaborare prompt complessi: l’insegnante può partire da un argomento o da un proprio materiale, indicare alcune caratteristiche della risorsa desiderata e scegliere tra numerose proposte operative.
Diffit non è, quindi, soltanto uno strumento per semplificare testi. È un ambiente per creare materiali differenziati, attività, organizzatori grafici, esercitazioni, verifiche formative e supporti linguistici, mantenendo come riferimento un medesimo contenuto disciplinare.
Uno strumento pensato per gli insegnanti
Diffit è una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale progettata principalmente per l’uso da parte dei docenti. Permette di creare nuovi contenuti oppure di trasformare materiali già disponibili in risorse più adatte alle caratteristiche della classe.
Il docente può partire da:
un argomento;
un testo incollato nella piattaforma;
un documento PDF;
una pagina Internet;
un video o la sua trascrizione;
un obiettivo, un’abilità o uno standard di apprendimento.
Si potrebbe, per esempio, inserire un testo sulla Rivoluzione francese e chiedere alla piattaforma di produrne una versione con un livello linguistico differente, un glossario, alcune domande di comprensione e uno schema causa-effetto. Dallo stesso contenuto possono quindi nascere materiali diversi, collegati però al medesimo argomento affrontato dalla classe.
Questa possibilità è particolarmente significativa in prospettiva inclusiva: anziché proporre agli alunni percorsi completamente separati, si può lavorare intorno a un nucleo comune, differenziando gli accessi, i supporti e le richieste.
Prima di cominciare: l’intelligenza artificiale propone, il docente decide
Tutti i materiali generati da Diffit devono essere letti e controllati prima di essere utilizzati in classe. Come ogni sistema di intelligenza artificiale, anche questa piattaforma può produrre imprecisioni, semplificazioni eccessive, domande poco chiare, traduzioni non perfette o attività non pienamente coerenti con gli obiettivi.
Il controllo non rappresenta però un limite specifico di Diffit: è una condizione necessaria per qualsiasi utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale nella didattica.
Il docente rimane responsabile della scelta degli obiettivi, dell’accuratezza dei contenuti, dell’adeguatezza delle consegne, dell’accessibilità dei materiali e della valutazione. Diffit offre una base di lavoro che può essere modificata, integrata o ridotta in relazione alla classe reale.
Chiarita questa premessa, è possibile osservare più da vicino ciò che lo strumento permette di fare.
Adattare un testo senza cambiare l’argomento
La funzione per la quale Diffit è maggiormente conosciuto è l’adattamento dei testi. Il docente può inserire un contenuto e indicare il livello di lettura desiderato, ottenendone una nuova versione.
La possibilità di intervenire sulla complessità linguistica è utile quando nella stessa classe sono presenti studenti con competenze di lettura differenti, alunni con disturbi specifici dell’apprendimento, studenti con disabilità, alunni con una conoscenza ancora iniziale dell’italiano o ragazzi che necessitano di una maggiore gradualità.
Non si tratta necessariamente di ridurre i contenuti. L’obiettivo può essere quello di rendere più trasparente la forma linguistica, esplicitare i collegamenti, chiarire il lessico e consentire a più studenti di accedere alle idee centrali.
È possibile produrre versioni differenti dello stesso testo, evitando così che alcuni alunni siano esclusi dall’argomento trattato dal resto della classe. Questa caratteristica rende Diffit particolarmente interessante per una progettazione che voglia mantenere un orizzonte comune, pur riconoscendo la diversità dei bisogni.
Dal testo a un insieme di supporti per la comprensione
Dopo aver generato o adattato un contenuto, Diffit può sviluppare intorno a esso diverse risorse.
Può individuare le idee principali, creare una sintesi, selezionare le parole più importanti e costruire un glossario con definizioni contestualizzate. Può inoltre proporre esercizi sul lessico, utili per consolidare il significato dei termini disciplinari.
Questa funzione non riguarda soltanto italiano o lingue straniere. Anche comprendere un problema matematico, una spiegazione scientifica o un documento storico richiede la conoscenza di parole specifiche e di strutture linguistiche proprie della disciplina.
Accanto al glossario, Diffit può generare organizzatori grafici: diagrammi di Venn, schemi causa-effetto, sequenze, tabelle di confronto e diagrammi di flusso. Questi strumenti aiutano a rendere visibili le relazioni tra le informazioni e possono sostenere la comprensione, la memorizzazione e la successiva esposizione.
Lo stesso materiale può quindi essere presentato attraverso il testo, le parole chiave e una rappresentazione schematica. Non è ancora una progettazione UDL completa, ma costituisce un’interessante moltiplicazione delle modalità di rappresentazione.
Domande, esercizi e valutazione formativa
Diffit può trasformare un contenuto in domande e attività di diverso tipo. Può creare quesiti a scelta multipla, esercizi vero o falso, domande a risposta breve e richieste aperte.
Le domande possono essere utilizzate durante la lettura, nel lavoro individuale o di gruppo, nel ripasso e nella verifica formativa. Il docente può anche chiedere attività che vadano oltre il semplice recupero delle informazioni e richiedano di confrontare, spiegare, motivare o argomentare.
Tra le risorse disponibili rientrano gli exit ticket, brevi attività da proporre alla fine della lezione per raccogliere informazioni su ciò che gli studenti hanno compreso. Le risposte possono aiutare il docente a decidere se proseguire, riprendere un concetto o predisporre un ulteriore supporto.
Diffit può inoltre generare esercitazioni graduate, compiti di scrittura, rubriche e verifiche contenenti domande strutturate e aperte, corredate dalle soluzioni. Queste proposte costituiscono un punto di partenza che l’insegnante può adattare agli obiettivi effettivamente perseguiti.
Dalla singola scheda alla progettazione di una lezione
Le possibilità offerte da Diffit non si fermano alla creazione di un testo o di un questionario. La piattaforma può predisporre insiemi più articolati di materiali.
È possibile generare un kit per la lezione comprendente una breve spiegazione, appunti guidati, esercizi e una verifica conclusiva. Si possono creare sequenze distribuite su più giornate, attività a stazioni, carte operative, giochi per il ripasso e materiali da utilizzare in caso di supplenza.
La piattaforma può produrre anche una choice board, cioè una tavola contenente diverse attività tra le quali gli studenti possono scegliere per rielaborare o mostrare ciò che hanno appreso. Si può chiedere, per esempio, di spiegare un concetto attraverso un testo, uno schema, una presentazione, un confronto o una breve esposizione.
Per le discipline storiche e sociali, Diffit può costruire attività basate su documenti e fonti; per le scienze può predisporre tracce di laboratorio con ipotesi, raccolta dei dati e formulazione delle conclusioni; per le attività progettuali può proporre una domanda guida, le fasi del lavoro e una rubrica.
Il docente non è obbligato a utilizzare l’intero pacchetto generato. Uno dei vantaggi della piattaforma è proprio la possibilità di selezionare soltanto ciò che serve, modificare le attività ed eliminare le parti non coerenti con la propria progettazione.
Personalizzare la complessità delle richieste
Diffit permette di intervenire non soltanto sul livello linguistico del testo, ma anche sulla complessità delle attività.
Nella documentazione ufficiale viene indicata la possibilità di fare riferimento ai livelli DOK – Depth of Knowledge, al grado di difficoltà e, in alcuni piani, ai livelli di intervento del modello MTSS – Multi-Tiered System of Supports.
Il modello DOK, elaborato da Norman Webb, descrive la profondità del pensiero richiesta da un compito. Si articola generalmente in quattro livelli:
richiamare o riprodurre informazioni;
utilizzare abilità e mettere in relazione concetti;
sviluppare un pensiero strategico e motivare le proprie scelte;
affrontare attività estese, indagini o progetti complessi.
La profondità cognitiva non coincide con la difficoltà. Memorizzare molte definizioni può essere faticoso, ma richiede soprattutto il richiamo delle informazioni; confrontare due brevi fonti e motivare la propria interpretazione può invece richiedere un pensiero più profondo.
Il modello MTSS riguarda, invece, l’intensità dei supporti offerti agli studenti. Prevede generalmente una didattica di qualità rivolta a tutti, interventi aggiuntivi per piccoli gruppi e, quando necessario, sostegni più intensivi e individualizzati.
DOK e MTSS rispondono quindi a due domande differenti: quale tipo di ragionamento richiede l’attività? e quale intensità di supporto è necessaria?
Entrambi i modelli provengono dal sistema educativo statunitense e non corrispondono direttamente alla normativa o agli strumenti di progettazione italiani. Possono comunque offrire indicazioni utili, purché siano interpretati criticamente e non utilizzati come etichette per classificare gli studenti.
Il supporto agli alunni plurilingui
Diffit consente di tradurre le risorse e di produrre materiali in lingue differenti. Questa funzione può facilitare il primo accesso ai contenuti da parte degli alunni neoarrivati e sostenere la comunicazione con studenti che stanno ancora sviluppando l’italiano per lo studio.
La piattaforma può affiancare alla traduzione glossari, attività sul lessico, organizzatori grafici, domande graduate e tracce per la discussione e la scrittura.
Il valore di questa funzione consiste nella possibilità di mantenere lo studente collegato agli argomenti affrontati dalla classe. La lingua di origine può diventare un ponte per la comprensione, mentre vengono progressivamente costruite le competenze necessarie per partecipare alle attività in italiano.
La traduzione, da sola, non risolve tutte le difficoltà linguistiche, ma può essere integrata in un percorso che valorizzi il plurilinguismo e sostenga l’acquisizione del lessico disciplinare.
Le funzioni dedicate alla matematica
Diffit ha sviluppato anche una sezione dedicata alla matematica. Può creare serie di esercizi, problemi graduati, attività di ripasso, collegamenti con situazioni reali e proposte di carattere progettuale.
La piattaforma dichiara di utilizzare una notazione matematica specifica e di poter generare grafici e diagrammi, tra cui rette numeriche, diagrammi a nastro e box plot.
Il docente può indicare le abilità sulle quali lavorare, combinare contenuti nuovi e precedenti, predisporre attività di recupero oppure offrire esercizi più sfidanti mantenendo lo stesso obiettivo disciplinare.
Si tratta di un ampliamento importante, perché dimostra che l’adattamento didattico non riguarda soltanto la lettura dei testi, ma anche la gradualità delle procedure, la rappresentazione dei concetti e la possibilità di esercitarsi attraverso livelli diversi di supporto.
Diffit Chat: modificare le risorse dialogando con la piattaforma
Una volta ottenuta una prima risorsa, il docente può modificarla attraverso Diffit Chat.
È possibile chiedere, con un linguaggio naturale, di rendere più breve una spiegazione, modificare il livello di lettura, aggiungere una guida per il docente, sostituire un’attività, aumentare la difficoltà, inserire ulteriori supporti o tradurre il contenuto.
Questa modalità rende la piattaforma particolarmente accessibile anche per chi non possiede esperienza nella scrittura dei prompt. Il sistema accompagna l’utente e consente di procedere attraverso richieste successive, fino a ottenere un materiale più vicino alle proprie necessità.
Esportare e modificare i materiali
Le risorse possono essere stampate, scaricate in formato PDF o esportate, in base al piano utilizzato, verso:
Google Documenti;
Google Presentazioni;
Google Moduli;
Google Classroom;
Microsoft 365.
I materiali esportati rimangono modificabili. È quindi possibile correggere il testo, cambiare l’impaginazione, eliminare alcune domande, aggiungere immagini o integrare parti provenienti da risorse differenti.
La versione gratuita consente di creare, modificare, stampare e condividere i materiali, ma presenta alcuni limiti, tra cui l’accesso alle sole risorse prodotte negli ultimi novanta giorni. Le licenze a pagamento aggiungono ulteriori opzioni di esportazione, l’allineamento a standard e livelli, l’accesso completo all’archivio e una libreria più ampia di organizzatori.
Poiché le funzioni possono cambiare, è sempre opportuno consultare la pagina ufficiale dei piani di Diffit.
Privacy e uso responsabile
Diffit dichiara di non raccogliere dati degli studenti e non richiede che siano questi ultimi a utilizzare direttamente la piattaforma. Il servizio raccoglie alcuni dati relativi agli insegnanti, necessari per la gestione dell’account, e dichiara di non venderli né utilizzarli per pubblicità di terze parti.
La conformità dichiarata a FERPA e COPPA riguarda il sistema statunitense e non sostituisce le verifiche richieste dal GDPR e dalle disposizioni adottate dalle scuole italiane.
Anche utilizzando Diffit è quindi necessario evitare di inserire nomi, diagnosi, PEI, PDP, relazioni cliniche, verifiche compilate o altre informazioni che permettano di identificare gli studenti.
Perché Diffit può essere utile per l’inclusione
Diffit appare particolarmente interessante perché permette di partire da un contenuto comune e intervenire sulle possibili barriere.
Lo stesso argomento può essere accompagnato da testi con livelli linguistici differenti, parole chiave, glossari, organizzatori grafici, domande graduate, tracce per la scrittura e modalità diverse di rielaborazione. Il docente può così predisporre più punti di accesso senza necessariamente costruire percorsi completamente separati.
In questa prospettiva, Diffit può sostenere alcuni principi dell’Universal Design for Learning: offrire differenti modalità di rappresentazione, graduare i supporti e ampliare le possibilità attraverso le quali gli studenti possono partecipare e mostrare ciò che hanno appreso.
Naturalmente, nessuno strumento è inclusivo in sé. Lo diventa attraverso l’uso che ne fa l’insegnante.
Se impiegato soltanto per produrre una scheda più facile da assegnare sempre allo stesso alunno, Diffit rischia di rafforzare la separazione. Se viene invece utilizzato per costruire supporti flessibili, mantenere obiettivi condivisi e ampliare le possibilità di partecipazione, può diventare una risorsa preziosa.
Un possibile esempio
Immaginiamo di voler affrontare la Rivoluzione francese in una classe seconda della scuola secondaria di primo grado.
Il docente può inserire un proprio testo e utilizzare Diffit per ottenere:
una versione linguisticamente più accessibile;
un glossario delle parole chiave;
uno schema delle cause e delle conseguenze;
domande di comprensione e riflessione;
un’attività di confronto tra i gruppi sociali;
un exit ticket;
una choice board per la rielaborazione finale;
la traduzione del glossario nella lingua di origine di un alunno neoarrivato.
Questi materiali possono essere integrati con immagini, una linea del tempo, l’analisi di alcune fonti e una discussione sui concetti di privilegio, uguaglianza e cittadinanza.
Diffit non ha progettato la lezione: ha aiutato il docente a trasformare più rapidamente le proprie intenzioni didattiche in risorse utilizzabili.
🧭 La Bussola
👉 Cosa evitare
Utilizzare senza controllo i materiali generati; inserire dati personali degli studenti; confondere l’adattamento linguistico con l’impoverimento dei contenuti; assegnare sistematicamente materiali separati agli alunni in difficoltà; produrre un numero eccessivo di schede senza prevedere esperienze, dialogo e collaborazione.
👉 Cosa ricordare
Diffit può far risparmiare tempo e rendere più sostenibile la preparazione di materiali differenziati. Permette di adattare testi, costruire glossari, generare organizzatori, graduare le domande, creare attività e offrire più modalità di accesso allo stesso contenuto.
Il suo valore emerge pienamente quando l’intelligenza artificiale rimane al servizio della progettazione educativa. Diffit genera possibilità; il docente le seleziona, le collega agli obiettivi e le trasforma in occasioni reali di partecipazione e apprendimento.
📚 Fonti e risorse
Le funzioni della piattaforma e la loro distribuzione tra piano gratuito e piani a pagamento possono cambiare nel tempo. Le informazioni riportate sono state verificate il 6 settembre 2026.





